Omnia munda mundis
«Tutto è puro per i puri; ma per
i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la
loro coscienza». (S. Paolo Lettera a Tito, I, 15).
È nella natura umana vedere negli
altri riflesso ciò che siamo: chi è puro sarà portato a vedere il bene ovunque,
mentre chi è impuro e infedele vedrà il male tutto intorno a lui.
Alcune citazioni dell’opera “La
vita tradizionale è la sincerità” dello Shaykh Muḥammad Tâdilî confermano
questa realtà: «tu sei lo specchio dei tuoi fratelli: essi scrutano nel tuo
specchio ciò che v’è all’interno». «Se risali all’essenza di un malvagio,
troverai in lui, in lotta per emergere, i segni nascosti del Bene. La bellezza [occulta] del malvagio
compensa il suo difetto. Non vedrai più in lui né difetti né brutture». «Come
dice questa massima dei sufi: “Cerca
per tuo fratello settanta scuse, e se non le trovi, rivolgiti verso la tua
anima con sospetto e dille: quel che vedi in tuo fratello, è ciò che è nascosto
in te!”. Essi intendono dire che se rechi in te del bene, questo appare in
loro, e se del bene appare in loro, è quello che è celato in te».
È interessante notare che più l’essere
che si osserva è puro e più sarà pulito ed efficace questo effetto specchio; ciò
dovrebbe indurre a essere assai cauti prima di giungere a giudizi negativi che
potrebbero implicare conseguenze nefaste per chi li emette. Può accadere che
esseri particolarmente elevati restino il più possibile nascosti anche per
evitare questi effetti negativi su chi, a causa dei propri difetti, sarebbe
portato con leggerezza a criticarli pesantemente.
La tendenza a vedere il bene
ovunque è in generale un’ottima cosa, e può essere una chiave per verificare la
purezza interiore di chi agisce in tal senso. Quest’attitudine però dovrebbe
essere abbandonata, e lasciare il posto al rigore in caso di verifica delle qualifiche
dei candidati a far parte di un’organizzazione iniziatica, pena il rischio di
far entrare al suo interno elementi di disturbo e squilibrio, che rovinerebbero
l’armonia necessaria a farne un ricettacolo dell’influenza spirituale. In caso
contrario, in seguito, i nodi verranno inevitabilmente al pettine con possibili
abbassamenti di livello, dispute, danni e fratture anche gravi.
Quest’ultima affermazione
sembrerebbe contraddire il detto paolino ed è quindi il caso di cercare di
approfondire la questione: come la pioggia leggera che irrora un terreno fa
germogliare sia i semi buoni sia quelli cattivi, permettendo al contadino di
distinguere poi il buon grano dalla zizzania ed estirpare quest’ultima; così chi
riveste una funzione tradizionale - agendo come canale dell’influenza spirituale
- si comporta come un reagente, che porta alla cristallizzazione degli aspetti
positivi e alla precipitazione di quelli negativi degli elementi che vengono in
contatto con lui. In altri termini la sua presenza fa emergere le peculiarità
profonde degli esseri consentendone poi la cernita.
Questo avviene anche quando, vedendo
riflesso negli altri il bene che è dentro di lui, sia indotto in un errore di
valutazione; errore che per misericordia divina diviene anch’esso funzionale a
un’azione provvidenziale di setacciatura, a conferma della veridicità del detto
Omnia munda mundis.
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