Possibili condizioni per un aiuto dell’Oriente

 

A quale titolo si possa pretendere di presentarsi come colui o coloro che intervengono all’interno dell’istituzione massonica, per cercare di rivivificarla con l’aiuto dell’Oriente? È una domanda legittima.

Un primo requisito è evidentemente far parte in modo vitale e a pieno titolo sia di una via orientale ai grandi misteri sia della Massoneria, così da poter essere tramite di influenze spirituali vivificanti dall’una all’altra. Un’altra condizione -  estremamente rara al giorno d’oggi - presuppone la presenza di un’autorità tradizionale dell’esoterismo orientale che, in virtù della centralità del proprio stato, abbia una prospettiva universale tale da superare le differenze di forma e che rilasci un esplicito mandato e autorizzazione ad agire in tal senso. Un terzo punto fondamentale è di non aggiungere o innestare alcun elemento orientale al già ricchissimo patrimonio massonico che attende solo di essere risvegliato. “La Massoneria è una forma iniziatica tipicamente occidentale, e quindi non è possibile «agganciare» ad essa un elemento orientale”. (R. Guénon, Studi sulla Massoneria e il Compagnonaggio, vol. II, recensione di Franc-Maçonnerie et Tradition initiatique di J. Corneloup).

D’altra parte la vicinanza e persino l’interconnessione fra le iniziazioni di costruttori e l’esoterismo islamico è confermata dalla risposta di R. Guénon a chi gli chiedeva indicazioni sull’esistenza in un recente passato di Gilde di Massoni Operativi in Egitto: « Non v’è alcun dubbio che vi fossero, alcuni secoli fa, non sola­mente in Egitto, ma anche in varie altre parti del mondo Islamico, Gilde di Massoni Operativi e altri lavoratori; quei Massoni Orientali usavano perfino marchi simili a quelli dei loro colleghi Occidentali del Medioevo, e chiamati in Arabo “Khatt el-banâïn” (cioè scrittura dei costruttori); ma sono tutte cose di un passato un po’ remoto. Tuttavia, nelle “turuq” Islamiche o Fraternità esoteriche (che sono anche davvero “operative”, ma, naturalmente, in un significato dif­ferente e più profondo di quello meramente “professionale”), so­no state preservate alcune caratteristiche, recanti una strana somi­glianza con il “Compagnonaggio” Occidentale, vale a dire: il portare il nastro, e le canne precisamente nella stessa forma; e circa il sim­bolismo di queste canne, ci sarebbe molto da dire, in connessione con le scienze segrete che sono più specialmente riferite a Seyidnâ Suleymân (Salomone n.d.r.) (poiché ciascuno dei Profeti maggiori ha le proprie scienze, tipizzate nel Cielo sul quale egli sta presiedendo). Vi sono anche alcuni punti di particolare interesse Massonico: per esempio, in alcune delle “turuq”, il “dhikr” non può essere ritualmente ese­guito se non vi sono almeno sette FF. presenti; nell’investitura di un “naqîb” vi è qualcosa che farà pensare al cable-tow, ecc. Inoltre, vi è un’interpretazione simbolica delle lettere che formano il nome di “Allah”, che è assai massonica e potrebbe forse essere venuta dalle suddette Gilde: la “alif”, il regolo; le due “lâm” la squadra e il compasso; la “he”, il triangolo (o il cerchio in un’altra spiegazione, la differenza tra le due corrispondendo in qualche maniera a quella tra la Massoneria della Squadra e dell’Arco); l’intero nome essendo così rappresentativo dello Spirito di Costruzione Universale. Queste sono alcune delle cose che in linea generale si riferiscono all’argo­mento, che ci sono note per esperienza diretta e tradizione orale ». (Speculative Mason, luglio 1935, p. 119).

Commenti

Post popolari in questo blog

Articoli - Albano Martín De La Scala

L'iniziazione massonica nel mondo moderno e altri scritti - Giovanni Ponte

15 - I PRINCIPI DEL CALCOLO INFINITESIMALE - René Guénon