Figli e discendenti di Mosé
"C'è una parte di loro che storpia il Libro con le loro lingue per farvi credere che ciò appartiene al Libro, mentre non appartiene al Libro. E dicono: 'Viene da Dio', mentre non viene da Dio."
Corano 3:78
Vorrei condividere con voi
alcune riflessioni in merito a un interessante articolo dal titolo “La Famiglia
di Mosé” disponibile al link: https://www.cartesio-episteme.net/doc3.html
la cui lettura consiglio.
Lo studio è ricco di approfondimenti
che indicano in modo accurato i riferimenti biblici da cui sono tratti e fa
emergere diverse verità inattese.
È noto che Mosé ebbe due figli maschi
dall’unione con la madianita Zippora figlia di Ietro: Ghersom ed Eliezer; ciò
che è stupefacente è che l’ultimo passaggio biblico in cui vengono citati è in Esodo
18, quando, assieme alla madre, si ricongiungono al padre nel deserto. Questa è
l'ultima volta in cui Zippora e i due figli vengono nominati. Da questo momento
in poi sembrano svanire nel nulla, non vengono citati nemmeno in riferimento
alla morte e alla sepoltura di Mosé e non si trova traccia evidente né di loro
né dei loro eredi negli ultimi tre libri del Pentateuco.
Vista l’importanza di questi
personaggi l’autore ipotizza una censura intenzionale, sempre più confermata
dalle sue successive scoperte. Il libro di Giosuè narra della conquista e spartizione
della Palestina fra le varie tribù. Qui vengono elencate tutte le famiglie di
Israele, anche le più modeste, con i territori loro assegnati. Incredibilmente
la famiglia di Mosè non vi è menzionata. Allo stesso modo tra le 48 città
levitiche non è citata l'assegnazione di Silo, che pure era sede dell'Arca e
del tempio ed era la città più rilevante dell’epoca nella regione.
Approfondendo il suo studio l’autore
trova tracce sempre più concrete dei discendenti diretti di Mosé e dimostra
come, almeno fino ai tempi della prima distruzione del tempio e della deportazione
a Babilonia, i sommi sacerdoti facessero parte di questa stirpe, e non di quella
di Aronne i cui discendenti costituivano una famiglia a parte, ben separata da
quella sacerdotale.
Solo dopo l'esilio Esdra,
sacerdote con monopolio del testo, avrebbe falsificato le genealogie e
inventato la discendenza aronnide dei sommi sacerdoti.
La grossolana censura originaria
in Giosuè sarebbe invece opera di re Giosafat (870 a.C.), che per ragioni
politiche contro il Regno del Nord omise Silo e i suoi titolari dalle copie
didattiche del Libro della Legge.
Ci sono alcune riflessioni che
si possono trarre dalla lettura di questo studio: la prima è che la tradizione
ebraica originaria è molto diversa da quella che conosciamo oggi. Per motivi
individuali ed egoistici le sacre scritture sono state modificate già in tempi
molto antichi. In origine la trasmissione ereditaria, sia mondana che
spirituale avveniva attraverso la primogenitura maschile, fatta salva la
perdita di questo diritto per motivi gravi. La trasmissione dell’influenza
spirituale dei sommi sacerdoti secondo la discendenza di Mosé lo conferma. Si
può presumere che l’introduzione della linea femminile nella trasmissione della
razza ebraica abbia contribuito alla negazione del lignaggio mosaico e all’usurpazione
di questa linea spirituale da parte della famiglia di Aronne. La stessa
importanza data dalla tradizione antica alla purezza della razza pare essere infatti
messa in discussione dal fatto che le figure più eminenti, i sommi sacerdoti, fossero
eredi di una madianita, discendente da Ismaele e non da Isacco. A questo
proposito sarebbe interessante approfondire la funzione spirituale svolta da
Ietro, così come quella di suo figlio Hobab chiamato a guidare gli israeliti
nel deserto. Dalla lettura di questi testi sembra emergere che i rapporti fra
le tribù ismaelite e israelite fossero in antichità molto più aperte di quanto
lo siano oggi e il fatto che nella tradizione ebraica gli uomini possano
prendere un numero illimitato di mogli favoriva questa integrazione contrastando
le derive razziste. A questo proposito basti pensare al gran numero di mogli non
ebree avute dal profeta Salomone, oggi ampiamente criticato e sminuito per
questo motivo da coloro che dovrebbero appartenere alla sua stessa tradizione.
D’altra parte i germi di questa attitudine arrogante e suprematista con le sue
catastrofiche conseguenze erano già presenti sin dall’origine, basti pensare a
questi passi biblici: 1 Miriam e Aaronne [sorella e fratello di
Mosé] parlarono contro Mosè a causa della moglie Cusita che aveva preso; poiché
aveva sposato una Cusita. 2 E dissero: “L'Eterno ha parlato
soltanto per mezzo di Mosè? non ha parlato anche per mezzo nostro?”. E l'Eterno
l'udì. 3 Ora Mosè era un uomo molto mansueto, più di ogni
altro uomo sulla faccia della terra. 4 L'Eterno disse a un
tratto a Mosè, ad Aaronne e a Miriam: “Uscite voi tre, e andate alla tenda di
convegno”. E uscirono tutti e tre. 5 E l'Eterno scese in una
colonna di nuvola, si fermò all'ingresso della tenda, e chiamò Aaronne e
Miriam; entrambi si fecero avanti. 6 E l'Eterno disse:
“Ascoltate ora le mie parole; se c'è tra voi qualche profeta, io, l'Eterno, mi
faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno. 7 Non
così con il mio servitore Mosè, che è fedele in tutta la mia casa. 8 Con
lui io parlo a tu per tu, facendomi vedere, e non per via di enigmi; egli
contempla la sembianza dell'Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlare
contro il mio servo, contro Mosè?”. 9 E l'ira dell'Eterno si
accese contro loro, ed egli se ne andò, 10 e la nuvola si
ritirò dalla tenda; ed ecco che Miriam era lebbrosa, bianca come neve; Aaronne
guardò Miriam, ed ecco era lebbrosa. 11 E Aaronne disse a
Mosè: “Ti prego, signor mio, non farci portare la pena di un peccato che
abbiamo stoltamente commesso, e di cui siamo colpevoli. 12 Ti
prego, che lei non sia come il bimbo nato morto, la cui carne è già mezzo
consumata quando esce dal grembo materno!”. 13 E Mosè gridò
all'Eterno, dicendo: “Guariscila, o Dio, te ne prego!”. 14 E
l'Eterno rispose a Mosè: “Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne
porterebbe lei la vergogna per sette giorni? Stia dunque rinchiusa fuori
dall'accampamento sette giorni; poi, vi sarà di nuovo ammessa”. 15 Miriam
dunque fu rinchiusa fuori dall'accampamento sette giorni; e il popolo non si
mise in cammino finché Miriam non fu riammessa al campo. (Numeri 12,1-15).
La storia è scuola di vita, ma
ben pochi sono quelli che traggono profitto dalle sue lezioni.
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